DIALOGO SURREALE CONL' ALCHIMISTA
Preambolo
Domenica 21 Giugno 2026 - SOLstizio
Presso la piazzola antistante la Casa dell'Alchimista di
Valdenogher si sta svolgendo un laboratorio di Geometria Sacra.
Ad un tratto, dalla bifora centrale della facciata, si ode una voce
maschile dal timbro caldo e stabile. Niente meno che il padrone di
casa:
Alchimista :- Eh! ma cosa è questo vociare
sotto casa mia?
Parla con tono basso e fermo, intonazione stabile, voce piena e pacata.
La conduttrice del laboratorio alza la testa con aria stupita e incredula:
Semolina :- Oh, scusa Alchimista, buongiorno,
stavamo disegnando
Alchimista:- beh, è cosa piuttosto insolita.
Chi sei tu? Perché siete venuti qua?
Semolina:- giusto. Dunque, mi chiamo Semolina
e sono venuta proprio perché speravo di poter parlare con te.
E’ così
misteriosa questa scienza di cui tu custodisci la Conoscenza che avrei delle
domande, sì da poter operare nel giusto.
Alchimista :- Sentiamo
Così, i due iniziano a dialogare:
Semolina:- dimmi Alchimista, di preciso, cosa cerchi nel segreto del tuo laboratorio?... si parla di medicina universale, di pietra filosofale e io immagino pozioni magiche e pietre preziose, ma mi sorge il sospetto di aver inteso male
Alchimista:- “se tu vedessi soltanto oro e
filtri, allora avresti guardato con gli
occhi del profano e non con quelli del filosofo.
Noi alchimisti non cerchiamo il vile metallo per saziare l’avarizia degli uomini. L’oro che nasce nel crogiuolo è ombra dell’altro Oro, quello che matura nell’anima.
Tu odi ‘Pietra Filosofale’ e immagini tesori da principe. Ma la Pietra non è pietra: è perfezione. È il compimento della Natura stessa. Come il frutto che giunge a dolcezza, come il piombo che tende all’oro, così l’uomo tende alla propria purificazione.
Un grande
ermetista chiamato il Cosmopolita scrisse che
si guarda alla Pietra Filosofale come una pura chimera e coloro che la cercano
sono considerati dei folli. Questo disprezzo è solo un effetto del giusto
giudizio di Dio che non consente che un segreto così prezioso possa essere
conosciuto dai malvagi e dagli ignoranti.
Altri alchimisti sostengono che la “nostra Pietra” si fa di una cosa sola, l’hanno i ricchi, i poveri e si trova dappertutto. (1)
La pietra filosofale, dunque, è una e si chiama in più modi; prima che tu la riconosca ti sarà ben difficile. E ha molte proprietà felici, che per opera dell’altissimo Dio si convertono in vera essenza mediante il nostro fuoco. (2)
E la
Medicina Universale? Non è soltanto rimedio contro febbri e pestilenze. Essa è
l’armonia che riconcilia il corpo allo spirito e lo spirito al Creato. Poiché
ogni malattia è disordine, e ogni guarigione è ritorno all’Unità.
Però ti devo
mettere in guardia subito su una cosa importante!
C’è una
questione fondamentale da ricordare, altrimenti nessuna Opera si compie.
Ascolta, c’è stato un Alchimista del tuo tempo, un certo Paolo Lucarelli che ha
scritto a un suo discepolo proprio su questa questione. Dato che si tratta di
roba moderna, cerca e leggila tu quella lettera con un nome strano che io non
conosco…
Semolina:
email, si chiama email. Sì è vero, il discepolo l’ha pubblicata e ora te
la leggo:
"Si parla ancora e sempre di problemi
tecnici dell'opera fisica. Ci sono i colori, non ci sono, quali sono...
Ma cosa sta dietro l'alchimia? C'è
qualcosa? C'è una dottrina metafisica? Una visione del mondo? Una
"religione"?
O dobbiamo soltanto accontentarci di
studiare libri che per lo più assomigliano a test da settimana enigmistica,
estasiandoci perché scopriamo in un quadro o in una scultura la ricetta delle
colorazioni o il simbolo del sale di tartaro?
Insomma, l'alchimia operativa sarà
ben l'applicazione di una teoria antropologica e cosmologica, oltre che
metafisica! O no? O è poco più di una chimica raffinatissima?
Ora, dove stanno queste teorie?
Perché in Occidente nessuno - salvo qualche prudentissimo passo qua e là - ne
parla?
Ma una volta che hai penetrato esattamente le operazioni della grande opera fisica, e che hai scoperto che più o meno tutti dicono la stessa cosa, e descrivono la stessa cosa, magari con stili diversi, ma è sempre la stessa semplicissima cosa, e ormai la conosci, e ne sai le applicazioni... non trovi che sia piuttosto noioso, per non dire inutile, continuare a leggere e rileggere versioni diverse della stessa, sempre la stessa, trama?
E' ora di andare alla ricerca di
questo, amico mio. Se l'alchimia non rispondesse a questo, non servirebbe a
niente.
Su questo, di questo, vado gridando." (3)
Alchimista: - Noi lavoriamo con un Fuoco
Segreto che permette a colui che opera di
congiungere la terra con il cielo. (4)
Quel fuoco non brucia la materia,
niente separa dalla materia, né divide le parti pure dalle impure, come dicono
tutti i filosofi, ma converte in purità tutto il soggetto; non sublima
Rende perfetto in breve tempo.
Questo fuoco umido è necessario in
tutte le operazioni alchemiche, al principio, al mezzo e alla fine poiché tutta
la scienza è in questo fuoco.
L’errore dunque di tutta
codest’arte è il non trovare il fuoco che converta tutta la materia in vera
pietra filosofale. Studia dunque ivi, perché se io
l’avessi trovato prima non avrei errato infinite volte nella pratica sopra la
materia.(5)
Quindi, Semolina,
quand’è che ti metti al lavoro????
Semolina:- ma veramente sono quarant’anni che
cerco di studiare il libro di quel tuo collega francese…Fulcanelli. C’è scritto che nel testo vi sia la chiave dell’arcano più grande, ma io non ci
capisco niente
Alchimista:- Per forza! Hai appreso la Lingua
degli Uccelli?
Semolina: veramente faccio difficoltà anche a
distinguere il suono di un corvo da quello di un pavone, però conosco
abbastanza una lingua universale che usava anche Pitagora
Alchimista: “O viandante delle scienze occulte,
tu nomini Pitagora, e già l’aria qui si fa armonica come il moto delle sfere
celesti.
Sappi dunque
che Pitagora fu ierofante di misteri. Gli antichi sapienti d’Egitto gli
avrebbero dischiuso parte della scienza sacra che poi, attraverso i secoli,
giunse sino agli studiosi dell’Arte Ermetica. Noi alchimisti vediamo nei numeri
princìpi vivi dell’Universo. Lo ha scritto anche un grande studioso dei tuoi tempi….
Semolina: eh sì, si chiamava Renè Swaller de
Lubicz e scrisse che il Numero, ovviamente da intendersi in senso
ieratico faraonico, o pitagorico , non è somma di unità, bensì definizione dei
dieci stati possibili nella scala delle affinità , a dire la gamma musicale
nella sua interezza . (6)
Alchimista:- Il numero Uno
è la Monade: origine indivisibile, immagine del Tutto ineffabile.
Il Due è la separazione: zolfo e mercurio,
maschio e femmina, sole e luna.
Ricorda Ippolito che il caldeo Zarata
disse a Pitagora come due siano fin dal principio le cause delle cose che sono,
il padre e la madre: e che il padre la luce, la madre le tenebre, e che della
luce son parti il caldo, il secco, il leggero, il veloce; della tenebra il
freddo, l'umido, il pesante, il lento; e che da questi, femmina e maschio, è composto tutto il cosmo. (7)
Il Tre è la conciliazione, il matrimonio
filosofico.
Il Quattro è la materia compiuta, i quattro
elementi — fuoco, aria, acqua e terra.
E dalla
somma dei primi quattro numeri nasce la Decade perfetta, che Pitagora venerava nella
Tetraktys
Quel tuo
amico…quello che hai citato prima, quel Fulcanelli…ha scritto qualcosa nei suoi
testi
Semolina:- Sì, esatto! Infatti ha scritto che
nel numero dieci si trova la base della
Cabala di Pitagora o della Lingua Universale. (8)
A dire il
vero, il buon Fulcanelli fece
riferimento a un trattato più antico che si intitola La clavicola della Scienza Ermetica e sul quale c’è scritto che il Geometra apprenda da ciò la
quadratura del cerchio e il moto perpetuo attraverso la circolazione dei quattro
elementi;
l’aritmetico, la generazione del
numero concreto mediante principi puramente intellettuali;
il grammatico, l’origine delle lettere.
Alchimista: Ermete Trismegisto e Pitagora
paiono fratelli nello Spirito. Entrambi insegnano che l’Universo è armonia
nascosta, e che l’uomo è microcosmo del macrocosmo. Ciò che accade nel cielo si
riflette nell’anima e nella materia.
La musica
stessa, secondo Pitagora, obbedisce a rapporti.
Semolina: E’ vero. La musica è riverbero
dell’armonia celeste e Pitagora seppe esprimere magistralmente le relazioni
attraverso il monocordo che poi il suo diretto
discepolo Filolao concettualizzò
in tetracordo cioè un sistema di quattro corde fondamentali che emettevano
quattro note specifiche.
La
Tradizione Pitagorica allude al Monocordo come fonte dell’Unisono come dire:
“In principio fu la corda”
L’estremità superiore della corda era legata
allo Spirito simboleggiato dal Sole, all’Uno, mentre l’estremità inferiore era legata
alla Materia, alla Diade, la Terra, il corpo fisico del genere umano. Il
movimento, l’oscillazione della corda solare, produce il Suono Supremo, l’Unisono,
questo Suono è il Logos.
Il
Diametro-Corda del primo Monocordo, vibra ed emette l’Unisono.
Le tre consonanze il Diapason (1/2), il Diapente (2/3), il Diatessaron (3/4), descrivono nel loro sviluppo geometrico e musicale l’emanazione che dall’Uno (1/1) procede sino al molteplice. Sono il canto dell’universo.
Alchimista:- davvero apprezzabile…. Il quattro
manifesta e stabilisce, perciò il tetracordo è il numero della natura compiuta
Il
tetracordo è una scala di quattro suoni, disposti entro l’intervallo perfetto
della quarta. Ma non lasciarti ingannare dal numero: esso è piccolo solo in
apparenza, poiché contiene il seme dell’ordine musicale universale.
Così come i
quattro elementi — Fuoco, Aria, Acqua e Terra — si combinano per generare ogni
sostanza creata, allo stesso modo i quattro gradi del tetracordo compongono
l’ossatura della musica.
Immagina una
corda tesa sopra un monocordo, strumento caro ai pitagorici e agli studiosi
delle proporzioni divine. Se la corda vibra intera, essa genera il tono
fondamentale, principio primo, simile alla materia grezza nella fornace
alchemica. Ma dividendo la corda secondo rapporti numerici puri, emergono i
suoni intermedi:
il primo
suono è la prima materia;
il secondo è
la separazione, la metà, il diapason;
il terzo la
congiunzione;
il quarto il
compimento della quarta perfetta.
I sapienti
greci insegnavano che l’anima umana è accordata secondo tali proporzioni. E noi
alchimisti sappiamo che ogni vibrazione è simpatia cosmica: ciò che risuona
nella cetra risuona anche nel sangue, nei pianeti e nei metalli.
Perciò il
tetracordo non è soltanto musica. È una scala iniziatica.
Dal primo
suono all’ultimo, l’adepto ascende:
come il
piombo verso l’oro,
come l’anima
verso la luce,
come il caos
verso l’armonia.
Ed è per
questo che i maestri celavano tali conoscenze sotto simboli e numeri: poiché
comprendere veramente l’armonia significa intravedere
la geometria stessa della Creazione.
Semolina: Questi principi vengono da lontano.
Dovremmo richiamare l’antico Egitto in cui esisteva una perfetta e precisa
corrispondenza tra il Divino, l’uomo e la via che avrebbe dovuto ricondurlo al
cielo. In questo processo era coinvolta anche l’architettura sacra che era un
vero e proprio strumento edificante. Infatti il dinamismo universale di
creazione di un edificio sacro doveva rispettare sempre dei canoni metafisici,
cioè dei canoni che erano con precisione assoluta collegati agli Dei,
all'ordine cosmico, stante sempre il principio della MAAT.
Chi era
MAAT?
Era la Dea
della Verità, della Giustizia, dell’Equilibrio e dell’Ordine e rappresentava
l’idea che il mondo dovesse funzionare in modo armonioso sia tra gli uomini che nel Cosmo.
La
Geometria, così, si faceva strumento per esprimere e mantenere la MAAT sulla
Terra.
Questa
relazione di Impulso, Ideazione e Costruzione dell'Architettura Sacra era la
medesima da impiegare nell'impulso di
Realizzazione dell'uomo. L'uomo si trova collegato alla dimensione materiale
che è il precipitato degli stessi principi.
Il corpo
fisico svanirà e nello svolgimento della vita terrena l' uomo doveva e deve
apprendere la sua costituzione interiore
–la nostra
tradizione ermetica, per esempio, ci
insegna che siamo costituiti di quattro corpi- .
I principi
che governavano l' architettura sacra sono gli stessi che governano l' Opera Alchimica,
l' Opera di rigenerazione, di palingenesi a cui è chiamato chi fa un percorso
iniziatico. L' asse fra Toth e il precipitato finale, ci parla di quell'
Intelletto d' Amore che deve guidare tutte le operazioni, tutte le pratiche che
vengono compiute con questo obiettivo.
Non esisteva
e non esiste una via tradizionale che ponga l' individuo al di sopra delle
leggi che governano l' universo. Il rigoroso rispetto delle proporzioni
necessarie per una costruzione Sacra è lo stesso rispetto che si pone nella
costruzione dell' anima stante e non cadente.
Ma tu queste
cose le sai bene, perché hai rispettato i sacri principi per la concezione
della tua casa ricca di simboli e che hai fatto vibrare in nome del Sol.
Alchimista:- Ah, te ne sei accorta!
Beh, i simboli sono importanti poiché il simbolo
è il linguaggio della Natura stessa... Il linguaggio simbolico assoluto è
quello delle figure geometriche, che sono come l'ossatura della realtà....
Bisogna imparare a vedere i simboli nel loro aspetto scheletrico e, a tal fine,
si deve andare molto più lontano e molto più in alto, là dove essi sono
completamente spogliati e ridotti a pure astrazioni : le figure geometriche.
"(9)
Ma direi di
non annoiare oltre i cari spettatori che hanno fin qui sopportato i nostri
discorrimenti.
Orsù,
Semolina, penso che tu sappia come congedarci.
Semolina :- Sì e per questo ho scelto le
parole di quel buon uomo di Flamel dal libro delle Figure Geroglifiche:
Dio onnipotente ed eterno, Padre di
luce celestiale, da cui vengono come un dono tutte le cose buone e perfette, ti
preghiamo nella tua infinita misericordia perché possiamo conoscere la tua
infinita saggezza, attraverso la quale tutte le cose vengono create, governate
e conservate. Lascia che essa ci accompagni passo dopo passo nelle nostre
operazioni, così che, per mezzo del suo spirito, noi possiamo trovare la vera
conoscenza ed il giusto metodo di questa nobile Arte, che è la miracolosa
pietra della saggezza, che tu nascondesti al mondo e che a volte riveli ai tuoi
eletti. Consentici di iniziare correttamente i nostri primi passi, affinché
possiamo continuare con costanza il nostro lavoro, ed affinché lo possiamo
completare in maniera benedetta e goderne con eterna gioia, attraverso la
miracolosa pietra angolare, costituita prima dell’inizio dei tempi».(10)
___________________________________________________
1) Georges Aurach: Donum Dei
2) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico
3) Alchimia scienza dei folli- email di P. Lucarelli
4) G. Sangiorgio - Manuale di Alchimia interiore
5) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico
6) R. S. de Lubicz - La simbolica e il suo carattere ieratico. Introduzione, traduzione e cura di Daniela Boccassini
7) Cit. P. Zellini, Breve storia dell’infinito- in: Lucarelli, Cosmologia, Aispes)
8) Fulcanelli - Le Dimore Filosofali, Vol. I
9) O.M.Aivanhov- Il linguaggio delle figure geometriche
10) Giuseppe Del Re, voce Alchimia del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede
