martedì 30 giugno 2026

DIALOGO  SURREALE  CONL' ALCHIMISTA






Preambolo

Domenica 21 Giugno 2026 - SOLstizio

Presso la piazzola antistante la Casa dell'Alchimista di

 Valdenogher si sta svolgendo un laboratorio di Geometria Sacra.

Ad un tratto, dalla bifora centrale della facciata, si ode una voce

 maschile dal timbro caldo e stabile. Niente meno che il padrone di

 casa:

Alchimista :- Eh! ma cosa è questo vociare sotto casa mia?

Parla con tono  basso e fermo, intonazione stabile, voce piena e pacata.


La conduttrice del laboratorio alza la testa con aria stupita e incredula:

Semolina :- Oh, scusa Alchimista, buongiorno, stavamo disegnando

Alchimista:- beh, è cosa piuttosto insolita. Chi sei tu? Perché siete venuti qua?

Semolina:- giusto. Dunque, mi chiamo Semolina e sono venuta proprio perché speravo di poter parlare con te.

E’ così misteriosa questa scienza di cui tu custodisci la Conoscenza che avrei delle domande, sì da poter operare nel giusto.

Alchimista :- Sentiamo

Così, i due iniziano a dialogare:

 Semolina:- dimmi Alchimista, di preciso, cosa cerchi nel segreto del tuo laboratorio?... si parla di medicina universale, di pietra filosofale e io immagino pozioni magiche e pietre preziose, ma mi sorge il sospetto di aver inteso male

Alchimista:- “se tu vedessi soltanto oro e filtri,  allora avresti guardato con gli occhi del profano e non con quelli del filosofo.

 Noi alchimisti non cerchiamo il vile metallo per saziare l’avarizia degli uomini. L’oro che nasce nel crogiuolo è ombra dell’altro Oro, quello che matura nell’anima.

 Tu odi ‘Pietra Filosofale’ e immagini tesori da principe. Ma la Pietra non è pietra: è perfezione. È il compimento della Natura stessa. Come il frutto che giunge a dolcezza, come il piombo che tende all’oro, così l’uomo tende alla propria purificazione.

Un grande ermetista chiamato il Cosmopolita scrisse che si guarda alla Pietra Filosofale come una pura chimera e coloro che la cercano sono considerati dei folli. Questo disprezzo è solo un effetto del giusto giudizio di Dio che non consente che un segreto così prezioso possa essere conosciuto dai malvagi e dagli ignoranti.

Altri alchimisti sostengono che la “nostra Pietra” si fa di una cosa sola, l’hanno i ricchi, i poveri e si trova dappertutto. (1)

La pietra filosofale, dunque, è una e si chiama in più modi; prima che tu la riconosca ti sarà ben difficile. E ha molte proprietà felici, che per opera dell’altissimo Dio si convertono in vera essenza mediante il nostro fuoco. (2)

E la Medicina Universale? Non è soltanto rimedio contro febbri e pestilenze. Essa è l’armonia che riconcilia il corpo allo spirito e lo spirito al Creato. Poiché ogni malattia è disordine, e ogni guarigione è ritorno all’Unità.

Però ti devo mettere in guardia subito su una cosa importante!

C’è una questione fondamentale da ricordare, altrimenti nessuna Opera si compie. Ascolta, c’è stato un Alchimista del tuo tempo, un certo Paolo Lucarelli che ha scritto a un suo discepolo proprio su questa questione. Dato che si tratta di roba moderna, cerca e leggila tu quella lettera con un nome strano che io non conosco…

Semolina:  email, si chiama email. Sì è vero, il discepolo l’ha pubblicata e ora te la leggo:

"Si parla ancora e sempre di problemi tecnici dell'opera fisica. Ci sono i colori, non ci sono, quali sono...

Ma cosa sta dietro l'alchimia? C'è qualcosa? C'è una dottrina metafisica? Una visione del mondo? Una "religione"?

O dobbiamo soltanto accontentarci di studiare libri che per lo più assomigliano a test da settimana enigmistica, estasiandoci perché scopriamo in un quadro o in una scultura la ricetta delle colorazioni o il simbolo del sale di tartaro?

Insomma, l'alchimia operativa sarà ben l'applicazione di una teoria antropologica e cosmologica, oltre che metafisica! O no? O è poco più di una chimica raffinatissima?

Ora, dove stanno queste teorie? Perché in Occidente nessuno - salvo qualche prudentissimo passo qua e là - ne parla?

Ma una volta che hai penetrato esattamente le operazioni della grande opera fisica, e che hai scoperto che più o meno tutti dicono la stessa cosa, e descrivono la stessa cosa, magari con stili diversi, ma è sempre la stessa semplicissima cosa, e ormai la conosci, e ne sai le applicazioni... non trovi che sia piuttosto noioso, per non dire inutile, continuare a leggere e rileggere versioni diverse della stessa, sempre la stessa, trama?

E' ora di andare alla ricerca di questo, amico mio. Se l'alchimia non rispondesse a questo, non servirebbe a niente.

Su questo, di questo, vado gridando." (3) 

Alchimista: - Noi lavoriamo con un Fuoco Segreto che permette a colui che opera di congiungere la terra con il cielo. (4)

Quel fuoco non brucia la materia, niente separa dalla materia, né divide le parti pure dalle impure, come dicono tutti i filosofi, ma converte in purità tutto il soggetto; non sublima

Rende perfetto in breve tempo.

Questo fuoco umido è necessario in tutte le operazioni alchemiche, al principio, al mezzo e alla fine poiché tutta la scienza è in questo fuoco.

L’errore dunque di tutta codest’arte è il non trovare il fuoco che converta tutta la materia in vera pietra filosofale. Studia dunque ivi, perché se io l’avessi trovato prima non avrei errato infinite volte nella pratica sopra la materia.(5)

Quindi, Semolina, quand’è che ti metti al lavoro????

Semolina:- ma veramente sono quarant’anni che cerco di studiare il libro di quel tuo collega francese…Fulcanelli.  C’è scritto che nel testo vi sia la chiave dell’arcano più grande, ma io non ci capisco niente

 

Alchimista:- Per forza! Hai appreso la Lingua degli Uccelli?

 

Semolina: veramente faccio difficoltà anche a distinguere il suono di un corvo da quello di un pavone, però conosco abbastanza una lingua universale che usava anche Pitagora

 

Alchimista: “O viandante delle scienze occulte, tu nomini Pitagora, e già l’aria qui si fa armonica come il moto delle sfere celesti.

Sappi dunque che Pitagora fu ierofante di misteri. Gli antichi sapienti d’Egitto gli avrebbero dischiuso parte della scienza sacra che poi, attraverso i secoli, giunse sino agli studiosi dell’Arte Ermetica. Noi alchimisti vediamo nei numeri princìpi vivi dell’Universo. Lo ha scritto anche un  grande studioso dei tuoi tempi….

Semolina: eh sì, si chiamava Renè Swaller de Lubicz  e scrisse  che il Numero, ovviamente da intendersi in senso ieratico faraonico, o pitagorico , non è somma di unità, bensì definizione dei dieci stati possibili nella scala delle affinità , a dire la gamma musicale nella sua interezza . (6)

Alchimista:- Il numero Uno è la Monade: origine indivisibile, immagine del Tutto ineffabile.

Il Due è la separazione: zolfo e mercurio, maschio e femmina, sole e luna.

Ricorda Ippolito che il caldeo Zarata disse a Pitagora come due siano fin dal principio le cause delle cose che sono, il padre e la madre: e che il padre la luce, la madre le tenebre, e che della luce son parti il caldo, il secco, il leggero, il veloce; della tenebra il freddo, l'umido, il pesante, il lento; e che da questi, femmina e maschio, è  composto tutto il cosmo. (7)

Il Tre è la conciliazione, il matrimonio filosofico.

Il Quattro è la materia compiuta, i quattro elementi — fuoco, aria, acqua e terra.

 

E dalla somma dei primi quattro numeri nasce la Decade perfetta, che Pitagora venerava nella Tetraktys

Quel tuo amico…quello che hai citato prima, quel Fulcanelli…ha scritto qualcosa nei suoi testi

 

Semolina:- Sì, esatto! Infatti ha scritto che nel numero dieci si trova la base della Cabala di Pitagora o della Lingua Universale. (8)

A dire il vero, il buon Fulcanelli  fece riferimento a un trattato più antico che si intitola La clavicola della Scienza Ermetica e sul quale c’è scritto che il Geometra apprenda da ciò la quadratura del cerchio e il moto perpetuo attraverso la circolazione dei quattro elementi;

l’aritmetico, la generazione del numero concreto mediante principi puramente intellettuali;

il grammatico, l’origine delle  lettere.

Alchimista: Ermete Trismegisto e Pitagora paiono fratelli nello Spirito. Entrambi insegnano che l’Universo è armonia nascosta, e che l’uomo è microcosmo del macrocosmo. Ciò che accade nel cielo si riflette nell’anima e nella materia.

La musica stessa, secondo Pitagora, obbedisce a rapporti.

 

Semolina: E’ vero. La musica è riverbero dell’armonia celeste e Pitagora seppe esprimere magistralmente le relazioni attraverso il monocordo che poi il suo diretto  discepolo Filolao  concettualizzò in tetracordo cioè un sistema di quattro corde fondamentali che emettevano quattro note specifiche.

La Tradizione Pitagorica allude al Monocordo come fonte dell’Unisono come dire: “In principio fu la corda”

 L’estremità superiore della corda era legata allo Spirito simboleggiato dal Sole, all’Uno, mentre l’estremità inferiore era legata alla Materia, alla Diade, la Terra, il corpo fisico del genere umano. Il movimento, l’oscillazione della corda solare, produce il Suono Supremo, l’Unisono, questo Suono è il Logos.

Il Diametro-Corda del primo Monocordo, vibra ed emette l’Unisono.

Le tre consonanze il Diapason (1/2), il Diapente (2/3), il Diatessaron (3/4), descrivono nel loro sviluppo geometrico e musicale l’emanazione che dall’Uno (1/1) procede sino al molteplice. Sono il canto dell’universo.


Alchimista:- davvero apprezzabile…. Il quattro manifesta e stabilisce, perciò il tetracordo è il numero della natura compiuta

Il tetracordo è una scala di quattro suoni, disposti entro l’intervallo perfetto della quarta. Ma non lasciarti ingannare dal numero: esso è piccolo solo in apparenza, poiché contiene il seme dell’ordine musicale universale.

Così come i quattro elementi — Fuoco, Aria, Acqua e Terra — si combinano per generare ogni sostanza creata, allo stesso modo i quattro gradi del tetracordo compongono l’ossatura della musica.


Immagina una corda tesa sopra un monocordo, strumento caro ai pitagorici e agli studiosi delle proporzioni divine. Se la corda vibra intera, essa genera il tono fondamentale, principio primo, simile alla materia grezza nella fornace alchemica. Ma dividendo la corda secondo rapporti numerici puri, emergono i suoni intermedi:

il primo suono è la prima materia;

il secondo è la separazione, la metà, il diapason;

il terzo la congiunzione;

il quarto il compimento della quarta perfetta.

I sapienti greci insegnavano che l’anima umana è accordata secondo tali proporzioni. E noi alchimisti sappiamo che ogni vibrazione è simpatia cosmica: ciò che risuona nella cetra risuona anche nel sangue, nei pianeti e nei metalli.

Perciò il tetracordo non è soltanto musica. È una scala iniziatica.

Dal primo suono all’ultimo, l’adepto ascende:

come il piombo verso l’oro,

come l’anima verso la luce,

come il caos verso l’armonia.

Ed è per questo che i maestri celavano tali conoscenze sotto simboli e numeri: poiché comprendere veramente l’armonia significa intravedere la geometria stessa della Creazione.

Semolina: Questi principi vengono da lontano. Dovremmo richiamare l’antico Egitto in cui esisteva una perfetta e precisa corrispondenza tra il Divino, l’uomo e la via che avrebbe dovuto ricondurlo al cielo. In questo processo era coinvolta anche l’architettura sacra che era un vero e proprio strumento edificante. Infatti il dinamismo universale di creazione di un edificio sacro doveva rispettare sempre dei canoni metafisici, cioè dei canoni che erano con precisione assoluta collegati agli Dei, all'ordine cosmico, stante sempre il principio della MAAT. 

Chi era MAAT?

Era la Dea della Verità, della Giustizia, dell’Equilibrio e dell’Ordine e rappresentava l’idea che il mondo dovesse funzionare in modo armonioso sia  tra gli uomini che nel Cosmo.

La Geometria, così, si faceva strumento per esprimere e mantenere la MAAT sulla Terra.

Questa relazione di Impulso, Ideazione e Costruzione dell'Architettura Sacra era la medesima  da impiegare nell'impulso di Realizzazione dell'uomo. L'uomo si trova collegato alla dimensione materiale che è il precipitato degli stessi principi.

Il corpo fisico svanirà e nello svolgimento della vita terrena l' uomo doveva e deve apprendere la sua costituzione interiore

–la nostra tradizione ermetica, per esempio, ci  insegna che siamo costituiti di quattro corpi- .

I principi che governavano l' architettura sacra sono gli stessi che governano l' Opera Alchimica, l' Opera di rigenerazione, di palingenesi a cui è chiamato chi fa un percorso iniziatico. L' asse fra Toth e il precipitato finale, ci parla di quell' Intelletto d' Amore che deve guidare tutte le operazioni, tutte le pratiche che vengono compiute con questo obiettivo.

Non esisteva e non esiste una via tradizionale che ponga l' individuo al di sopra delle leggi che governano l' universo. Il rigoroso rispetto delle proporzioni necessarie per una costruzione Sacra è lo stesso rispetto che si pone nella costruzione dell' anima stante e non cadente.

Ma tu queste cose le sai bene, perché hai rispettato i sacri principi per la concezione della tua casa ricca di simboli e che hai fatto vibrare in nome del Sol.

 

Alchimista:- Ah, te ne sei accorta!

Beh, i simboli sono importanti poiché il simbolo è il linguaggio della Natura stessa... Il linguaggio simbolico assoluto è quello delle figure geometriche, che sono come l'ossatura della realtà.... Bisogna imparare a vedere i simboli nel loro aspetto scheletrico e, a tal fine, si deve andare molto più lontano e molto più in alto, là dove essi sono completamente spogliati e ridotti a pure astrazioni : le figure geometriche. "(9)

Ma direi di non annoiare oltre i cari spettatori che hanno fin qui sopportato i nostri discorrimenti.

Orsù, Semolina, penso che tu sappia come congedarci.

Semolina :- Sì e per questo ho scelto le parole di quel buon uomo di Flamel dal libro delle Figure Geroglifiche:

Dio onnipotente ed eterno, Padre di luce celestiale, da cui vengono come un dono tutte le cose buone e perfette, ti preghiamo nella tua infinita misericordia perché possiamo conoscere la tua infinita saggezza, attraverso la quale tutte le cose vengono create, governate e conservate. Lascia che essa ci accompagni passo dopo passo nelle nostre operazioni, così che, per mezzo del suo spirito, noi possiamo trovare la vera conoscenza ed il giusto metodo di questa nobile Arte, che è la miracolosa pietra della saggezza, che tu nascondesti al mondo e che a volte riveli ai tuoi eletti. Consentici di iniziare correttamente i nostri primi passi, affinché possiamo continuare con costanza il nostro lavoro, ed affinché lo possiamo completare in maniera benedetta e goderne con eterna gioia, attraverso la miracolosa pietra angolare, costituita prima dell’inizio dei tempi».(10)

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1) Georges Aurach: Donum Dei

2) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico

3) Alchimia scienza dei folli- email di P. Lucarelli

4) G. Sangiorgio - Manuale di Alchimia interiore

5) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico

6) R. S. de Lubicz - La simbolica e il suo carattere ieratico. Introduzione, traduzione e cura di Daniela Boccassini

7) Cit.  P. Zellini, Breve storia dell’infinito- in: Lucarelli, Cosmologia, Aispes)

8) Fulcanelli - Le Dimore Filosofali, Vol. I

9) O.M.Aivanhov- Il linguaggio delle figure geometriche

10) Giuseppe Del Re, voce Alchimia del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede

         

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