martedì 30 giugno 2026

DIALOGO  SURREALE  CONL' ALCHIMISTA






Preambolo

Domenica 21 Giugno 2026 - SOLstizio

Presso la piazzola antistante la Casa dell'Alchimista di

 Valdenogher si sta svolgendo un laboratorio di Geometria Sacra.

Ad un tratto, dalla bifora centrale della facciata, si ode una voce

 maschile dal timbro caldo e stabile. Niente meno che il padrone di

 casa:

Alchimista :- Eh! ma cosa è questo vociare sotto casa mia?

Parla con tono  basso e fermo, intonazione stabile, voce piena e pacata.


La conduttrice del laboratorio alza la testa con aria stupita e incredula:

Semolina :- Oh, scusa Alchimista, buongiorno, stavamo disegnando

Alchimista:- beh, è cosa piuttosto insolita. Chi sei tu? Perché siete venuti qua?

Semolina:- giusto. Dunque, mi chiamo Semolina e sono venuta proprio perché speravo di poter parlare con te.

E’ così misteriosa questa scienza di cui tu custodisci la Conoscenza che avrei delle domande, sì da poter operare nel giusto.

Alchimista :- Sentiamo

Così, i due iniziano a dialogare:

 Semolina:- dimmi Alchimista, di preciso, cosa cerchi nel segreto del tuo laboratorio?... si parla di medicina universale, di pietra filosofale e io immagino pozioni magiche e pietre preziose, ma mi sorge il sospetto di aver inteso male

Alchimista:- “se tu vedessi soltanto oro e filtri,  allora avresti guardato con gli occhi del profano e non con quelli del filosofo.

 Noi alchimisti non cerchiamo il vile metallo per saziare l’avarizia degli uomini. L’oro che nasce nel crogiuolo è ombra dell’altro Oro, quello che matura nell’anima.

 Tu odi ‘Pietra Filosofale’ e immagini tesori da principe. Ma la Pietra non è pietra: è perfezione. È il compimento della Natura stessa. Come il frutto che giunge a dolcezza, come il piombo che tende all’oro, così l’uomo tende alla propria purificazione.

Un grande ermetista chiamato il Cosmopolita scrisse che si guarda alla Pietra Filosofale come una pura chimera e coloro che la cercano sono considerati dei folli. Questo disprezzo è solo un effetto del giusto giudizio di Dio che non consente che un segreto così prezioso possa essere conosciuto dai malvagi e dagli ignoranti.

Altri alchimisti sostengono che la “nostra Pietra” si fa di una cosa sola, l’hanno i ricchi, i poveri e si trova dappertutto. (1)

La pietra filosofale, dunque, è una e si chiama in più modi; prima che tu la riconosca ti sarà ben difficile. E ha molte proprietà felici, che per opera dell’altissimo Dio si convertono in vera essenza mediante il nostro fuoco. (2)

E la Medicina Universale? Non è soltanto rimedio contro febbri e pestilenze. Essa è l’armonia che riconcilia il corpo allo spirito e lo spirito al Creato. Poiché ogni malattia è disordine, e ogni guarigione è ritorno all’Unità.

Però ti devo mettere in guardia subito su una cosa importante!

C’è una questione fondamentale da ricordare, altrimenti nessuna Opera si compie. Ascolta, c’è stato un Alchimista del tuo tempo, un certo Paolo Lucarelli che ha scritto a un suo discepolo proprio su questa questione. Dato che si tratta di roba moderna, cerca e leggila tu quella lettera con un nome strano che io non conosco…

Semolina:  email, si chiama email. Sì è vero, il discepolo l’ha pubblicata e ora te la leggo:

"Si parla ancora e sempre di problemi tecnici dell'opera fisica. Ci sono i colori, non ci sono, quali sono...

Ma cosa sta dietro l'alchimia? C'è qualcosa? C'è una dottrina metafisica? Una visione del mondo? Una "religione"?

O dobbiamo soltanto accontentarci di studiare libri che per lo più assomigliano a test da settimana enigmistica, estasiandoci perché scopriamo in un quadro o in una scultura la ricetta delle colorazioni o il simbolo del sale di tartaro?

Insomma, l'alchimia operativa sarà ben l'applicazione di una teoria antropologica e cosmologica, oltre che metafisica! O no? O è poco più di una chimica raffinatissima?

Ora, dove stanno queste teorie? Perché in Occidente nessuno - salvo qualche prudentissimo passo qua e là - ne parla?

Ma una volta che hai penetrato esattamente le operazioni della grande opera fisica, e che hai scoperto che più o meno tutti dicono la stessa cosa, e descrivono la stessa cosa, magari con stili diversi, ma è sempre la stessa semplicissima cosa, e ormai la conosci, e ne sai le applicazioni... non trovi che sia piuttosto noioso, per non dire inutile, continuare a leggere e rileggere versioni diverse della stessa, sempre la stessa, trama?

E' ora di andare alla ricerca di questo, amico mio. Se l'alchimia non rispondesse a questo, non servirebbe a niente.

Su questo, di questo, vado gridando." (3) 

Alchimista: - Noi lavoriamo con un Fuoco Segreto che permette a colui che opera di congiungere la terra con il cielo. (4)

Quel fuoco non brucia la materia, niente separa dalla materia, né divide le parti pure dalle impure, come dicono tutti i filosofi, ma converte in purità tutto il soggetto; non sublima

Rende perfetto in breve tempo.

Questo fuoco umido è necessario in tutte le operazioni alchemiche, al principio, al mezzo e alla fine poiché tutta la scienza è in questo fuoco.

L’errore dunque di tutta codest’arte è il non trovare il fuoco che converta tutta la materia in vera pietra filosofale. Studia dunque ivi, perché se io l’avessi trovato prima non avrei errato infinite volte nella pratica sopra la materia.(5)

Quindi, Semolina, quand’è che ti metti al lavoro????

Semolina:- ma veramente sono quarant’anni che cerco di studiare il libro di quel tuo collega francese…Fulcanelli.  C’è scritto che nel testo vi sia la chiave dell’arcano più grande, ma io non ci capisco niente

 

Alchimista:- Per forza! Hai appreso la Lingua degli Uccelli?

 

Semolina: veramente faccio difficoltà anche a distinguere il suono di un corvo da quello di un pavone, però conosco abbastanza una lingua universale che usava anche Pitagora

 

Alchimista: “O viandante delle scienze occulte, tu nomini Pitagora, e già l’aria qui si fa armonica come il moto delle sfere celesti.

Sappi dunque che Pitagora fu ierofante di misteri. Gli antichi sapienti d’Egitto gli avrebbero dischiuso parte della scienza sacra che poi, attraverso i secoli, giunse sino agli studiosi dell’Arte Ermetica. Noi alchimisti vediamo nei numeri princìpi vivi dell’Universo. Lo ha scritto anche un  grande studioso dei tuoi tempi….

Semolina: eh sì, si chiamava Renè Swaller de Lubicz  e scrisse  che il Numero, ovviamente da intendersi in senso ieratico faraonico, o pitagorico , non è somma di unità, bensì definizione dei dieci stati possibili nella scala delle affinità , a dire la gamma musicale nella sua interezza . (6)

Alchimista:- Il numero Uno è la Monade: origine indivisibile, immagine del Tutto ineffabile.

Il Due è la separazione: zolfo e mercurio, maschio e femmina, sole e luna.

Ricorda Ippolito che il caldeo Zarata disse a Pitagora come due siano fin dal principio le cause delle cose che sono, il padre e la madre: e che il padre la luce, la madre le tenebre, e che della luce son parti il caldo, il secco, il leggero, il veloce; della tenebra il freddo, l'umido, il pesante, il lento; e che da questi, femmina e maschio, è  composto tutto il cosmo. (7)

Il Tre è la conciliazione, il matrimonio filosofico.

Il Quattro è la materia compiuta, i quattro elementi — fuoco, aria, acqua e terra.

 

E dalla somma dei primi quattro numeri nasce la Decade perfetta, che Pitagora venerava nella Tetraktys

Quel tuo amico…quello che hai citato prima, quel Fulcanelli…ha scritto qualcosa nei suoi testi

 

Semolina:- Sì, esatto! Infatti ha scritto che nel numero dieci si trova la base della Cabala di Pitagora o della Lingua Universale. (8)

A dire il vero, il buon Fulcanelli  fece riferimento a un trattato più antico che si intitola La clavicola della Scienza Ermetica e sul quale c’è scritto che il Geometra apprenda da ciò la quadratura del cerchio e il moto perpetuo attraverso la circolazione dei quattro elementi;

l’aritmetico, la generazione del numero concreto mediante principi puramente intellettuali;

il grammatico, l’origine delle  lettere.

Alchimista: Ermete Trismegisto e Pitagora paiono fratelli nello Spirito. Entrambi insegnano che l’Universo è armonia nascosta, e che l’uomo è microcosmo del macrocosmo. Ciò che accade nel cielo si riflette nell’anima e nella materia.

La musica stessa, secondo Pitagora, obbedisce a rapporti.

 

Semolina: E’ vero. La musica è riverbero dell’armonia celeste e Pitagora seppe esprimere magistralmente le relazioni attraverso il monocordo che poi il suo diretto  discepolo Filolao  concettualizzò in tetracordo cioè un sistema di quattro corde fondamentali che emettevano quattro note specifiche.

La Tradizione Pitagorica allude al Monocordo come fonte dell’Unisono come dire: “In principio fu la corda”

 L’estremità superiore della corda era legata allo Spirito simboleggiato dal Sole, all’Uno, mentre l’estremità inferiore era legata alla Materia, alla Diade, la Terra, il corpo fisico del genere umano. Il movimento, l’oscillazione della corda solare, produce il Suono Supremo, l’Unisono, questo Suono è il Logos.

Il Diametro-Corda del primo Monocordo, vibra ed emette l’Unisono.

Le tre consonanze il Diapason (1/2), il Diapente (2/3), il Diatessaron (3/4), descrivono nel loro sviluppo geometrico e musicale l’emanazione che dall’Uno (1/1) procede sino al molteplice. Sono il canto dell’universo.


Alchimista:- davvero apprezzabile…. Il quattro manifesta e stabilisce, perciò il tetracordo è il numero della natura compiuta

Il tetracordo è una scala di quattro suoni, disposti entro l’intervallo perfetto della quarta. Ma non lasciarti ingannare dal numero: esso è piccolo solo in apparenza, poiché contiene il seme dell’ordine musicale universale.

Così come i quattro elementi — Fuoco, Aria, Acqua e Terra — si combinano per generare ogni sostanza creata, allo stesso modo i quattro gradi del tetracordo compongono l’ossatura della musica.


Immagina una corda tesa sopra un monocordo, strumento caro ai pitagorici e agli studiosi delle proporzioni divine. Se la corda vibra intera, essa genera il tono fondamentale, principio primo, simile alla materia grezza nella fornace alchemica. Ma dividendo la corda secondo rapporti numerici puri, emergono i suoni intermedi:

il primo suono è la prima materia;

il secondo è la separazione, la metà, il diapason;

il terzo la congiunzione;

il quarto il compimento della quarta perfetta.

I sapienti greci insegnavano che l’anima umana è accordata secondo tali proporzioni. E noi alchimisti sappiamo che ogni vibrazione è simpatia cosmica: ciò che risuona nella cetra risuona anche nel sangue, nei pianeti e nei metalli.

Perciò il tetracordo non è soltanto musica. È una scala iniziatica.

Dal primo suono all’ultimo, l’adepto ascende:

come il piombo verso l’oro,

come l’anima verso la luce,

come il caos verso l’armonia.

Ed è per questo che i maestri celavano tali conoscenze sotto simboli e numeri: poiché comprendere veramente l’armonia significa intravedere la geometria stessa della Creazione.

Semolina: Questi principi vengono da lontano. Dovremmo richiamare l’antico Egitto in cui esisteva una perfetta e precisa corrispondenza tra il Divino, l’uomo e la via che avrebbe dovuto ricondurlo al cielo. In questo processo era coinvolta anche l’architettura sacra che era un vero e proprio strumento edificante. Infatti il dinamismo universale di creazione di un edificio sacro doveva rispettare sempre dei canoni metafisici, cioè dei canoni che erano con precisione assoluta collegati agli Dei, all'ordine cosmico, stante sempre il principio della MAAT. 

Chi era MAAT?

Era la Dea della Verità, della Giustizia, dell’Equilibrio e dell’Ordine e rappresentava l’idea che il mondo dovesse funzionare in modo armonioso sia  tra gli uomini che nel Cosmo.

La Geometria, così, si faceva strumento per esprimere e mantenere la MAAT sulla Terra.

Questa relazione di Impulso, Ideazione e Costruzione dell'Architettura Sacra era la medesima  da impiegare nell'impulso di Realizzazione dell'uomo. L'uomo si trova collegato alla dimensione materiale che è il precipitato degli stessi principi.

Il corpo fisico svanirà e nello svolgimento della vita terrena l' uomo doveva e deve apprendere la sua costituzione interiore

–la nostra tradizione ermetica, per esempio, ci  insegna che siamo costituiti di quattro corpi- .

I principi che governavano l' architettura sacra sono gli stessi che governano l' Opera Alchimica, l' Opera di rigenerazione, di palingenesi a cui è chiamato chi fa un percorso iniziatico. L' asse fra Toth e il precipitato finale, ci parla di quell' Intelletto d' Amore che deve guidare tutte le operazioni, tutte le pratiche che vengono compiute con questo obiettivo.

Non esisteva e non esiste una via tradizionale che ponga l' individuo al di sopra delle leggi che governano l' universo. Il rigoroso rispetto delle proporzioni necessarie per una costruzione Sacra è lo stesso rispetto che si pone nella costruzione dell' anima stante e non cadente.

Ma tu queste cose le sai bene, perché hai rispettato i sacri principi per la concezione della tua casa ricca di simboli e che hai fatto vibrare in nome del Sol.

 

Alchimista:- Ah, te ne sei accorta!

Beh, i simboli sono importanti poiché il simbolo è il linguaggio della Natura stessa... Il linguaggio simbolico assoluto è quello delle figure geometriche, che sono come l'ossatura della realtà.... Bisogna imparare a vedere i simboli nel loro aspetto scheletrico e, a tal fine, si deve andare molto più lontano e molto più in alto, là dove essi sono completamente spogliati e ridotti a pure astrazioni : le figure geometriche. "(9)

Ma direi di non annoiare oltre i cari spettatori che hanno fin qui sopportato i nostri discorrimenti.

Orsù, Semolina, penso che tu sappia come congedarci.

Semolina :- Sì e per questo ho scelto le parole di quel buon uomo di Flamel dal libro delle Figure Geroglifiche:

Dio onnipotente ed eterno, Padre di luce celestiale, da cui vengono come un dono tutte le cose buone e perfette, ti preghiamo nella tua infinita misericordia perché possiamo conoscere la tua infinita saggezza, attraverso la quale tutte le cose vengono create, governate e conservate. Lascia che essa ci accompagni passo dopo passo nelle nostre operazioni, così che, per mezzo del suo spirito, noi possiamo trovare la vera conoscenza ed il giusto metodo di questa nobile Arte, che è la miracolosa pietra della saggezza, che tu nascondesti al mondo e che a volte riveli ai tuoi eletti. Consentici di iniziare correttamente i nostri primi passi, affinché possiamo continuare con costanza il nostro lavoro, ed affinché lo possiamo completare in maniera benedetta e goderne con eterna gioia, attraverso la miracolosa pietra angolare, costituita prima dell’inizio dei tempi».(10)

___________________________________________________           

1) Georges Aurach: Donum Dei

2) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico

3) Alchimia scienza dei folli- email di P. Lucarelli

4) G. Sangiorgio - Manuale di Alchimia interiore

5) G. Pontano: Lettera sul Fuoco Filosofico

6) R. S. de Lubicz - La simbolica e il suo carattere ieratico. Introduzione, traduzione e cura di Daniela Boccassini

7) Cit.  P. Zellini, Breve storia dell’infinito- in: Lucarelli, Cosmologia, Aispes)

8) Fulcanelli - Le Dimore Filosofali, Vol. I

9) O.M.Aivanhov- Il linguaggio delle figure geometriche

10) Giuseppe Del Re, voce Alchimia del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede

         

domenica 16 marzo 2025

 

                   RENDERE VISIBILE L' INVISIBILE


La geometria è un linguaggio universale e trascendente. Si esprime attraverso archetipi e lo sapeva bene Giordano Bruno che attraverso questa chiave  elaborò  i suoi sigilli. Alcuni di essi avevano un valore particolare, superiore agli altri ed erano definiti come: "figure fecondissime che riguardano al massimo grado non solo la geometria, ma anche tutto il campo del sapere, dell'osservare e operare, delle quali certamente senza difetto, non possono esistere che più poche e più inutili.

E ancora: " riterrai dunque feconde quelle figure non solo perché comprendono i presupposti di ogni genere di misura, ma anche perché con la loro configurazione rappresentano l'archetipo e il sigillo delle cose ". 

In merito al Sigillo dei Sigilli, il dottor Andrea Vianello psicoterapeuta spiega che: "quelle proporzioni sono anche riscontrabili nei modi che hanno gli esseri umani di organizzare il proprio campo cosciente sia in gruppo che come individui in ambito intrapsichico, quindi sia nei contenuti psichici interiori che esteriori . "

Geometria per archetipi significa che viene travalicata la sfera strettamente matematica intesa come scienza razionale, pratica e si "sconfina"  nel dentro e nell' oltre, dall'inconscio al dialogo con il Divino. In questo senso, la geometria si fa strumento di un fine più grande che riguarda il tema della realizzazione dell'individuo e sposa ambiti apparentemente diversi quali la filosofia, l'alchimia, l' esoterismo. 

Per questi motivi deve essere impregnata di concetti che consentano, attraverso l' esercizio, di sfiorare l'essenza del Logos inteso come il pensiero Divino.

In questo senso la parte applicativa, cioè il disegno è un aspetto fondamentale che consente di educare:

- la volontà ( la quale nella visione di Jung rappresenta un aspetto dinamico del Sé);

- il pensiero (considerato da Massimo Scaligero quale l'ultimo nato dello Spirito attraverso cui lo Spirito comincia a entrare direttamente nel mondo);

- una capacità di visione molteplice cioè la sensibilizzazione a cogliere analogie strutturali tra i vari simboli, chiavi di collegamento tra inconscio e Coscienza, declinabili da ciascuno di noi nell'ambito delle nostre esperienze personali.


Geometria dei simboli e per simboli, quindi conoscenza per immagini che, secondo il pensiero di Giordano Bruno, e quella a noi - esseri finiti - consentita per avvicinarci alla vera natura dell'universo che invece è infinito. La dimensione concessa all'uomo è quella immaginativa attraverso la quale l'individuo può compiere un' ascesa  conoscitiva. I simboli possono essere considerati chiavi di connessione tra il visibile e l'invisibile e, in questo senso, diventano portali attraverso cui può riaffiorare la vera immaginazione.

 Nella scienza dello spirito la  conoscenza immaginativa consiste nel conoscere attraverso il sentimento e nello specifico Rudolph Steiner scrive:" colui che ha trasformato il proprio sentimento perviene alla conoscenza immaginativa, per la quale un contenuto spirituale gli si rivela in simboli che sono espressione dei fatti e delle entità esistenti nel mondo astrale. Il sentimento si fa altro, diventa immaginazione cosicché nell'uomo affiorano le immagini astrali che gli  manifestano gli eventi dello spazio astrale....

 Se si sviluppa il sentimento, si conosce con l'immaginazione."



Proviamo ad entrare meglio nel concetto di Geometria per archetipi, considerando uno dei Sigilli a cui Giordano Bruno assegnò evidentemente un grande valore avendolo inserito sia della triade ermetica con il nome  di Mente (pubblicato ne I centosessanta articoli contro i matematici) che della triade olimpica con il nome di Atrius Apollinis (pubblicato nel De Triplici Minimo et mensura)


Queste figure hanno comunque tutte la funzione di strumenti per raggiungere una dimensione metafisica. Giordano stesso, nel Sigillo dei Sigilli, scrisse :"La figura è qualità in quantità ........ unità derivante da entrambe in entrambe. Tuttavia .......... la natura è soprattutto rivelatrice di cose profonde ed arcane, cioè, attraverso una figura visibile, la natura ci indica la ragione delle forme...."

Negli Articuli contro i matematici, si legge quanto è scritto approposito di questa Geometria cui viene dato, come detto sopra, il nome di Mente:


dalla quale si evince come la struttura sia composta da quattro cerchi che si compenetrano e si sovrappongono reciprocamente attraverso i centri. Questa indicazione è molto importante poiché ci permette di individuare un archetipo celato, se vogliamo, ancora più ancestrale e primigenio, dal quale si genera la Figura di cui ci stiamo occupando.

Sempre dal medesimo estratto si evince che "Mente contiene il tutto e coinvolge in una sorta di unità". Questa notazione potrebbe apparirci ancora più espressiva se la mettessimo in relazione con una immagine più antica di alcuni secoli  che si trova nella Bible Moralisèe  o Bibbia di San Luigi

La struttura geometrica della formella che contiene l'immagine religiosa è esattamente la stessa della Figura bruniana.




Riguardo all' archetipo celato, esso è, indiscutibilmente, il Fiore della Vita, costruzione dalla quale si origina, appunto, il  sigillo in esame.




Si tracci un primo cerchio con apertura di compasso qualsiasi. Si mantenga inalterata l'apertura per la prosecuzione del disegno. Si punti in un qualsiasi luogo della circonferenza appena tracciata e si esegua un secondo cerchio. Avremo ottenuto il simbolo della Vesica Piscis. Noteremo che:

- questa seconda circonferenza passa per il centro della prima;

- la Vesica Piscis presenta due punti di intersezione tra le circonferenze tracciate.

 Puntiamo ora il compasso in una delle due intersezioni citate.  Otterremo un terzo cerchio che nuovamente passa per il centro del primo.

Spostiamoci sull'altro punto di intersezione della Vesica originaria e otterremo quatuor circulis mutuo se per centra penetrantibus in un processo che viene paragonato simbolicamente ai giorni della creazione



Ma il sigillo bruniano cela ancora altri contenuti geometrici. Concentrandoci sulla parte centrale, si può individuare la partenza per lo sviluppo di un dodecaedro romboidale (che, nello specifico, è  uno dei tredici poliedri chiamati di Catalan) avente dodici facce rombiche tutte uguali tra loro e attraverso il quale è possibile tassellare lo spazio senza lasciare  vuoti (questa caratteristica di tassellare  in maniera continua appartiene solo a due poliedri: il dodecaedro romboidale e il cubo).



In ambito gnostico questo poliedro assume una valenza molto significativa che viene esposta da Vincenzo Pisciuneri in Pitagorismo gnostico. Molto sinteticamente possiamo dire che esiste una scala gerarchica di Eoni (cioè emanazioni del Dio primo o Monade) che procede dal Dio primigenio per coppie maschio-femmina. Questo processo può essere disegnato. Si ottiene un cerchio primigenio contenente, sul piano sette cerchi tutti uguali tra loro. 

A questo punto notiamo qualcosa di interessante, poiché compare esattamente la struttura geometrica che caratterizza un altro sigillo bruniano della triade ermetica chiamato Intelletto.




Torniamo al nostro schema e trasferiamolo in un concetto spaziale immaginando di avere una sfera (che equivale al cerchio primigenio dello schema piano) e di riempirla con le sferette (derivanti sempre da quelle dello schema piano) in mutuo contatto tra loro. Si noterà che ce ne vorranno in totale tredici per occupare la primigenia o limite del sistema.


Se tali sfere fossero elastiche, si osserverebbe che la sfera centrale (tredicesima sfera)  sarebbe in mutuo  contatto con le altre dodici. Immaginando di collegare questi dodici punti di  contatto, ne scaturirebbe  la forma del dodecaedro romboidale.



Tutti i riferimenti archetipici fin qui individuati, a nostro avviso, sono strettamente collegati con lo studio della geometria attraverso la sua esecuzione nelle modalità antiche, quindi tramite il disegno a riga e compasso (fino ad arrivare al solo compasso) senza misura. In questo modo, infatti, emergono contenuti che sono sottintesi, come una sorta di filigrana che diventa visibile attraverso il disegno.


Articolo elaborato in base agli studi di Lorena Marconi e Michele Petracca

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mercoledì 15 gennaio 2025

CHIAVI CELESTI

In antichità a Roma esistevano varie piramidi - 13 secondo alcune fonti. Di tutte queste oggi ne rimane solamente una situata in zona porta San Paolo e nota come piramide Cestia in quanto fatta edificare da Caio Cestio.

Costui era un sacerdote dell'ordine degli Epuloni e dispose che tale opera, destinata ad accogliere le proprie ceneri, fosse  costruita nell'arco di 330 giorni (1). A vista d'occhio si nota che le proporzioni della piramide Cestia si distaccano da quelle della Grande piramide di Giza per cui potremmo chiederci a quali proporzioni risponda il monumento romano o anche quale simbologia voglia esprimere

Teniamo un attimo in sospeso questo argomento e spostiamoci nel tempo e nello spazio per arrivare nel XVII secolo alla corte di Praga ove troviamo Rodolfo II d'Asburgo sovrano molto interessato all'alchimia. Ricordiamo tra l'altro che anche Giordano Bruno trascorse un periodo presso di lui presentandosi con l'opera Centosessanta articoli contro i matematici.

Nell'ambito della corte di Rodolfo II gravitava anche Michael Maier medico alchimista e musicista di formazione paracelsiana, ritenuto tra i principali teorici della tradizione rosacrociana, noto per aver concepito e pubblicato un'opera alchemica molto nota dal titolo Atalanta fugiens. L' emblema XXI di tale opera ci fornisce il concetto di pietra filosofale (2) e l'autore ne dà una indicazione geometrica corredata di un disegno. Un personaggio dotato di compasso traccia su una parete di mattoni un cerchio all' interno del quale c'è un triangolo che contiene a sua volta un quadrato con il suo cerchio inscritto per concludersi con le figure di un uomo e di una donna entrambi nudi. Ai piedi del personaggio si notano oggetti  poggiati a terra. Cosa ci sta trasmettendo Maier?

Per l'interpretazione geometrica riteniamo imprescindibile la esecuzione dell'emblema attraverso il nostro metodo senza misura affinché ci si svelino gli archetipi che sostengono il simbolo in questione.

Il testo allegato all'immagine recita:

"Fai un cerchio dell'uomo e della donna e traccia al di fuori di esso un quadrato e fuori del quadrato un triangolo. Poi disegna un cerchio ancora attorno e avrai la pietra dei filosofi"

Dai nostri disegni, eseguendo gli elementi nell’ordine in cui vengono descritti, è emerso che la relazione che ci permette di ottenere il triangolo successivo al quadrato citato è costituita dalla proporzione argentea. Ciò significa che il triangolo ottenuto è in realtà lo spicchio di un ottagono avente l'angolo in sommità di 45 gradi. Come accennato sopra, ai piedi del personaggio presente nell'emblema si nota un foglio simile ad un cartiglio all'interno del quale è disegnato con poca precisione un poligono. Osservando attentamente possiamo riconoscere che si tratta di un ottagono. Il valore simbolico di questo poligono è altissimo basti pensare che lo si trova molto spesso quale generatore di tiburi e cupole nel punto cruciale dell'intersezione fra transetto e navata nelle chiese. Geometricamente l'ottagono regolare, è caratterizzato dalla proporzione argentea (3), ma da nostri studi, con una piccola approssimazione centesimale, possiamo collegarlo anche con la proporzione aurea. Ciò, secondo le nostre conoscenze, avviene solo in questo poligono cioè essere contemporaneamente relazionabile sia alla proporzione argentea che a quella aurea. 


Avendo dunque così chiarito quale tipo di triangolo esprima la pietra filosofale di Maier, abbiamo voluto verificare la nostra intuizione secondo cui la piramide Cestia fosse costituita esattamente dallo stesso tipo di proporzione del triangolo. Ebbene la verifica grafica di sovrapposizione tra il disegno della piramide Cestia e quello dell'emblema di Maier ci ha dato ragione. 





Per ulteriore verifica abbiamo cercato in rete le dimensioni della piramide Cestia. Dalla matematica sappiamo che ogni poligono è caratterizzato da un numero fisso esprimente la relazione tra la il lato e l'apotema. È quindi facilmente reperibile il numero fisso dell'ottagono che è 1,207;  eseguendo il rapporto tra base e altezza della piramide Cestia si ottiene il rapporto da confrontare con il numero fisso.

Abbiamo quindi consultato alcune fonti e reperito coppie (base e altezza) di misure.

Una indicazione ce la fornisce Goethe dalle note che accompagnano il suo disegno eseguito durante il soggiorno romano :” Il monumento, largo 30 m per lato, su una sottostruttura in travertino, con anima in ghisa e rivestito all'esterno da spesse lastre di marmo, si eleva per 37 m

La Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio fornisce la seguente nota :” La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 metri di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni; “

Infine, Simone Santucci per Roma Sotterranea scrive:“ La base, a pianta quadrata, ha un’estensione di 100 piedi mentre l’altezza è di 125 piedi, rispettivamente 29,50 e 36,40 metri.”

Considerando affidabili le dimensioni di altezza 36,40 e base 29,50 ne eseguiamo il rapporto ottenendo 1,23 da comparare con il valore matematico di 1,207.

Il piccolo scarto decimale su una struttura del genere ci sembra assolutamente accettabile per poter considerare verificata la nostra intuizione.

 

Avendo fin qui argomentato la corrispondenza geometrica tra l’emblema di Maier e la sezione della piramide, proviamo a esplorarne i contenuti semantici tenendo presente che, secondo la Sapienza Misterica, il significato dei Numeri e delle figure geometriche era completamente rivelato solo per mezzo dell’Iniziazione. Attualmente non possiamo fare altro che accostare i vari frammenti d’insegnamento metafisico con la conoscenza della geometria e matematica profana.

Procediamo con l’interpretazione degli elementi geometrici secondo la sequenza descritta da Maier quindi  con:” Fai un cerchio dell'uomo e della donna e indaghiamo il valore di questo passaggio.

Il Cerchio intero è l’Unità divina da cui tutto procede e cui tutto ritorna. “Deus enim et circulus est”, dice Ferecide, nel suo Inno a Giove, enunciato che era considerato un assioma ermetico.

E’ anche il Non Numero, l’Indeterminato, lo Zero tenendo presente che Lo Zero, in matematica è il risultato della somma di tutti i numeri positivi e negativi, reali e immaginari, cioè il Tutto.

Il Cerchio con il punto al centro diventa la Monade

La Monade ingenerabile, imperitura, incomprensibile, contiene in Sé un

altro Essere, una Coppia Maschile e Femminile, che Platone chiama il

Medesimo e il Diverso, Spirito e Materia. Il simbolo è quello della

Dualità o Polarità, di Due Sfere gemelle entro il Cerchio di Luce.

Ciò spiega bene il primo passaggio dell’emblema maieriano. Noi, al posto delle due figure abbiamo utilizzato le vesiche ottenute, naturalmente, duplicando il cerchio iniziale. Questa procedura consente sia di rendere visibile il centro del Cerchio primo che di ottenere le due “entità” gemelle al suo interno.

Il passaggio successivo recita: “e traccia al di fuori di esso un quadrato

Il Quadrato è una figura antidinamica, ancorata sui quattro lati, rappresenta l’arresto. Esprime la perfezione materiale mondo materiale, al fine di poter poi conseguire la perfezione spirituale. Nel nostro caso, fin qui, abbiamo quindi un quadrato che contiene un cerchio ossia l’infinito dentro il finito

Siamo al terzo passaggio formale che recita: “fuori del quadrato un triangolo

Per i pitagorici il Triangolo è il principio della generazione. Infatti tutti i poligoni e tutti i poliedri possono essere creati attraverso i triangoli.

Sono classificabili in vari tipi. Quello che si ottiene, nel nostro caso, è un  triangolo isoscele  al quale la Sapienza misterica attribuisce l’identificazione con la figura del daemon :” Per Platone, I daemon sono esseri intermediari fra gli Dei ed i mortali. Il Demone di Socrate è la parte incorruttibile dello uomo, l’uomo reale interiore.”

Esplorando ancora questa tematica troviamo il seguente riferimento:

"Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine, un disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino. " James Hillman da “Il codice dell’anima”

Proseguendo:

Quando si abbandona tutto ciò che si è costruito, per volgersi verso altri orizzonti, si dà ascolto a una voce maturata dentro di sé.

Quello che a un osservatore esterno può apparire il risultato di coincidenze fortuite, è invece il risultato di un lungo lavoro psicologico sulle proprie ferite, di una sofferta elaborazione delle problematiche interiori. Solo il paziente riandare alle immagini, ai complessi può consentire di udire la chiamata e di mutare il corso della propria vita. Coloro i quali sono riusciti a esprimere in modo creativo la loro dimensione interiore hanno sperimentato questo richiamo proveniente dalle profondità dell'anima.

Aldo Carotenuto, "La chiamata del daimon


Essendo il triangolo un poligono, è caratterizzato da Angoli.

Secondo la Sapienza Misterica l’angolo costituisce l’elemento di collegamento tra due lati. Ananda Coomaraswamy scrive che in varie lingue le parole che significano angolo sono spesso in rapporto con altre che significano testa (in greco, kephalê) ed estremità. La parola araba di angolo rukn designa le estremità di una cosa, cioè le sue parti più remote e di conseguenza più nascoste, assumendo il significato di “segreto” o di “mistero”; il suo plurale arkân si avvicina al latino arcanum. Inoltre, rukn ha anche il senso di “base” o di fondamento.

 Il poligono con i suoi “n” lati che collegano i vertici, circoscrive un mondo, un perimetro, una porzione nello spazio che geometricamente è l’area del poligono che rappresenta il limite entro cui agisce quell’Intelligenza Cosmica descritta da uno specifico numero o poligono.

l numero dei vertici “n” è la prima rappresentazione formale del Numero in sé. I Punti che rappresentano i vertici sono i centri d’irradianti Cerchi di Energia. Il numero Tre è il primo numero che ammette una rappresentazione di superficie, un Triangolo.

 Gli “n” lati sono in relazione con gli “n” triangoli isosceli cui superfici sommate formano l’area del poligono, il luogo sacro dove si concentrano tutte le energie materiali e spirituali.

 

Abbiamo poi specificato che il triangolo isoscele in questione, ripetuto opportunamente, genera l’ottagono. Vediamo dunque come tale poligono è descritto dalla Sapienza misterica.

L’Ottagono dai Pitagorici era ritenuto una delle figure geometriche più armoniose. L’angolo fra due lati dell’Ottagono è 135° cioè 5x33, gli otto angoli formano il numero 1080, ricompare il 108 legato alla limitazione della divinità nella forma. Il numero delle diagonali è [n·(n-3)]/ 2, con n=8 il risultato è 20.

 

Contiene in sé due tipi di stelle:

-         -l’ottonario che è costituito sostanzialmente da due quadrati ruotati di 45 gradi uno rispetto all’altro

-         -il tesseratto le cui punte formano tra loro angoli di 90 gradi e che costituisce una della proiezioni dell’ipercubo nella nostra dimensione.

Attraverso le sue diagonali si può ricondurre alla simbologia della Rosa dei Venti (che, secondo noi, esprime l’aspetto dinamico dello Spirito).


In base a concetti e collegamenti fin qui esposti, aggiungiamo una ulteriore nostra lettura archetipica:

la vera Architettura è quello strumento attraverso il quale la Geometria (intangibile, astratta, CRISTallo del Pensiero- come è stata definita da A. Marotta e M.L. De Bernardi) si fa Materia. Per questo possiamo ritrovare concetti archetipici, simbolici in luoghi lontani nel tempo e nello spazio, ma ispirati da idee illuminate generate da una sorta di iperuranio platonico che si mettono a servizio delle vie iniziatiche e di chi le percorre al fine di supportarne la Realizzazione.


Autori dello studio (testo e immagini): Lorena Marconi  e Michele Petracca

Note:

(1) In questa specifica appare evidente la componente simbolica relativa al trentatré che, nella Sapienza misterica rappresenta la Tetraktys fattoriale 33= 1! + 2! + 3! + 4! e  costituisce anche il numero di lati della Losanga mistica.


(2) Il concetto di pietra filosofale appartiene all' alchimia ed è così definita da Nicolas Flamel:" La pietra dei saggi, l'elisir della vita, il tesoro nascosto. E' la chiave per aprire le porte dell'immortalità e della conoscenza."

Flamel, il cui nome nella lingua degli uccelli significa "Fiamma di Dio" è stato un alchimista francese vissuto tra il 1330  e il 1418. Altri  autori ne diedero anche unna struttura geometrica. Tra questi, I. Newton profondo studioso di alchimia che in un manoscritto descrisse il suo personale metodo per sublimare il mercurio. Poi nel documento 416 descrisse il suo Lapis Philosophicus consistente geometricamente in una stella centrale a sette punte su ciascuna delle quali si innesta una ulteriore stella analoga.

Poco prima di lui, nel 1617, il medico alchimista di Praga M. Maier pubblicò l'opera Atalanta Fugiens in cui l'Emblema XXI descriveva la Pietra dei Filosofi.

(3) La proporzione aurea e quella argentea sono relazioni armoniche esprimibili matematicamente e geometricamente. Entrambe stabiliscono un rapporto irrazionale tra segmenti diseguali tra loro. Nella proporzione aurea la relazione è funzione della radice di cinque mentre in quella argentea la relazione è funzione della radice di due.

Eseguiamo un quadrato di lato unitario. Individuiamo la metà della base e tracciamo la diagonale che sarà in rapporto radice di cinque rispetto all'altezza del nostro quadrato.  Ribaltiamola e avremo ottenuto la base di un rettangolo aureo avente sempre Uno come  altezza e Phi per il lato lungo.

Ora invece eseguiamo un nuovo quadrato sempre di lato unitario. Raddoppiamolo costruendone uno identico adiacente. In questo secondo quadrato ribaltiamo la diagonale radice di due. Avremo ottenuto un nuovo rettangolo avente altezza unitaria e base pari a 1+ radice di due che esprime la proporzione argentea.


Riferimenti:

http://www.goethezeitportal.de/index.php?id=2257

Goethe, Viaggio in Italia, 10 novembre 1786.

soprintendenzaspecialeroma.it/schede/piramide-di-caio-cestio_3006/?fbclid=IwY2xjawHsWrtleHRuA2FlbQIxMAABHcR0uaEUk8pNrPaGrlWYad2gRSiwKEFLexWxVtqw3Wdts8-TnsGX7PmFCQ_aem_KzvznEAnzxdmdDtZGgHh3g#:~:text=La%20struttura%2C%20alta%2036%2C40,da%20lastre%20in%20marmo%20lunense

 

https://www.romasotterranea.it/piramide-cestia.html?fbclid=IwY2xjawHsYR9leHRuA2FlbQIxMAABHa8qgsgMnp0jJwuZ701SgPbcO7eQEXLipK_tzSij9BHG18M8NwoMGq5I0w_aem_kesaWAiFDkpq9mCXTihPrA

 

https://www.sapienzamisterica.it/geometria-pitagorica-i---poligoni-regolari.html

https://www.eticamente.net/61907/il-codice-dellanima-di-james-hillman-ognuno-di-noi-nasce-con-una-vocazione.html

 

sabato 24 agosto 2024


IL  TRIS



Questo contenuto presenta un editing sui generis poiché  nasce a seguito dello sviluppo di reel dedicati a tale argomento.
Le slide da noi appositamente create e le immagini esplicative vengono qui riproposte e riunificate in un unico elaborato che espone quanto da noi indagato, dedotto,  e disegnato riguardo al Tris nelle sue valenze geometriche.



 








Gli elaborati grafici sia manuali che digitali a marchio GeometriKa del presente articolo sono stati eseguiti da: Michele Petracca, Lorena Marconi e Luca Palazzo.

Appendice:

- Il quadrato magico con struttura Tris presente nell' articolo è il più antico che sia conosciuto e ha  costante di magia 15. Viene chiamato Quadrato di Saturno oppure Luo-Shu. Approfondimento sulla sua  storia, qui

- La formella quadrilobata è Immacolata con bambino  XV secolo, opera di Desiderio da Subiaco e si trova nel chiostro dell'abbazia di Farfa in Sabina 

- il testo di R. Steiner a cui si fa riferimento nella slide successiva è The Fourth dimension: Sacred Geometry, Alchemy and Mathematics

- Il rosone in foto è relativo alla Collegiata di Alatri (Fr)

- Il disegno sottostante al rosone è tratto dal taccuino di Villard de Honnecourt



DIALOGO  SURREALE  CON L' ALCHIMISTA Preambolo Domenica 21 Giugno 2026 - SOLstizio Presso la piazzola antistante la Casa dell'Alchim...