RENDERE VISIBILE L' INVISIBILE
E ancora: " riterrai dunque feconde quelle figure non solo perché comprendono i presupposti di ogni genere di misura, ma anche perché con la loro configurazione rappresentano l'archetipo e il sigillo delle cose ".
In merito al Sigillo dei Sigilli, il dottor Andrea Vianello psicoterapeuta spiega che: "quelle proporzioni sono anche riscontrabili nei modi che hanno gli esseri umani di organizzare il proprio campo cosciente sia in gruppo che come individui in ambito intrapsichico, quindi sia nei contenuti psichici interiori che esteriori . "
Geometria per archetipi significa che viene travalicata la sfera strettamente matematica intesa come scienza razionale, pratica e si "sconfina" nel dentro e nell' oltre, dall'inconscio al dialogo con il Divino. In questo senso, la geometria si fa strumento di un fine più grande che riguarda il tema della realizzazione dell'individuo e sposa ambiti apparentemente diversi quali la filosofia, l'alchimia, l' esoterismo.
Per questi motivi deve essere impregnata di concetti che consentano, attraverso l' esercizio, di sfiorare l'essenza del Logos inteso come il pensiero Divino.
In questo senso la parte applicativa, cioè il disegno è un aspetto fondamentale che consente di educare:
- la volontà ( la quale nella visione di Jung rappresenta un aspetto dinamico del Sé);
- il pensiero (considerato da Massimo Scaligero quale l'ultimo nato dello Spirito attraverso cui lo Spirito comincia a entrare direttamente nel mondo);
- una capacità di visione molteplice cioè la sensibilizzazione a cogliere analogie strutturali tra i vari simboli, chiavi di collegamento tra inconscio e Coscienza, declinabili da ciascuno di noi nell'ambito delle nostre esperienze personali.
Geometria dei simboli e per simboli, quindi conoscenza per immagini che, secondo il pensiero di Giordano Bruno, e quella a noi - esseri finiti - consentita per avvicinarci alla vera natura dell'universo che invece è infinito. La dimensione concessa all'uomo è quella immaginativa attraverso la quale l'individuo può compiere un' ascesa conoscitiva. I simboli possono essere considerati chiavi di connessione tra il visibile e l'invisibile e, in questo senso, diventano portali attraverso cui può riaffiorare la vera immaginazione.
Nella scienza dello spirito la conoscenza immaginativa consiste nel conoscere attraverso il sentimento e nello specifico Rudolph Steiner scrive:" colui che ha trasformato il proprio sentimento perviene alla conoscenza immaginativa, per la quale un contenuto spirituale gli si rivela in simboli che sono espressione dei fatti e delle entità esistenti nel mondo astrale. Il sentimento si fa altro, diventa immaginazione cosicché nell'uomo affiorano le immagini astrali che gli manifestano gli eventi dello spazio astrale....
Se si sviluppa il sentimento, si conosce con l'immaginazione."
Proviamo ad entrare meglio nel concetto di Geometria per archetipi, considerando uno dei Sigilli a cui Giordano Bruno assegnò evidentemente un grande valore avendolo inserito sia della triade ermetica con il nome di Mente (pubblicato ne I centosessanta articoli contro i matematici) che della triade olimpica con il nome di Atrius Apollinis (pubblicato nel De Triplici Minimo et mensura)
Queste figure hanno comunque tutte la funzione di strumenti per raggiungere una dimensione metafisica. Giordano stesso, nel Sigillo dei Sigilli, scrisse :"La figura è qualità in quantità ........ unità derivante da entrambe in entrambe. Tuttavia .......... la natura è soprattutto rivelatrice di cose profonde ed arcane, cioè, attraverso una figura visibile, la natura ci indica la ragione delle forme...."
Negli Articuli contro i matematici, si legge quanto è scritto approposito di questa Geometria cui viene dato, come detto sopra, il nome di Mente:
dalla quale si evince come la struttura sia composta da quattro cerchi che si compenetrano e si sovrappongono reciprocamente attraverso i centri. Questa indicazione è molto importante poiché ci permette di individuare un archetipo celato, se vogliamo, ancora più ancestrale e primigenio, dal quale si genera la Figura di cui ci stiamo occupando.
Sempre dal medesimo estratto si evince che "Mente contiene il tutto e coinvolge in una sorta di unità". Questa notazione potrebbe apparirci ancora più espressiva se la mettessimo in relazione con una immagine più antica di alcuni secoli che si trova nella Bible Moralisèe o Bibbia di San Luigi
La struttura geometrica della formella che contiene l'immagine religiosa è esattamente la stessa della Figura bruniana.
Riguardo all' archetipo celato, esso è, indiscutibilmente, il Fiore della Vita, costruzione dalla quale si origina, appunto, il sigillo in esame.
Si tracci un primo cerchio con apertura di compasso qualsiasi. Si mantenga inalterata l'apertura per la prosecuzione del disegno. Si punti in un qualsiasi luogo della circonferenza appena tracciata e si esegua un secondo cerchio. Avremo ottenuto il simbolo della Vesica Piscis. Noteremo che:
- questa seconda circonferenza passa per il centro della prima;
- la Vesica Piscis presenta due punti di intersezione tra le circonferenze tracciate.
Puntiamo ora il compasso in una delle due intersezioni citate. Otterremo un terzo cerchio che nuovamente passa per il centro del primo.
Spostiamoci sull'altro punto di intersezione della Vesica originaria e otterremo quatuor circulis mutuo se per centra penetrantibus in un processo che viene paragonato simbolicamente ai giorni della creazione
Ma il sigillo bruniano cela ancora altri contenuti geometrici. Concentrandoci sulla parte centrale, si può individuare la partenza per lo sviluppo di un dodecaedro romboidale (che, nello specifico, è uno dei tredici poliedri chiamati di Catalan) avente dodici facce rombiche tutte uguali tra loro e attraverso il quale è possibile tassellare lo spazio senza lasciare vuoti (questa caratteristica di tassellare in maniera continua appartiene solo a due poliedri: il dodecaedro romboidale e il cubo).
In ambito gnostico questo poliedro assume una valenza molto significativa che viene esposta da Vincenzo Pisciuneri in Pitagorismo gnostico. Molto sinteticamente possiamo dire che esiste una scala gerarchica di Eoni (cioè emanazioni del Dio primo o Monade) che procede dal Dio primigenio per coppie maschio-femmina. Questo processo può essere disegnato. Si ottiene un cerchio primigenio contenente, sul piano sette cerchi tutti uguali tra loro.
A questo punto notiamo qualcosa di interessante, poiché compare esattamente la struttura geometrica che caratterizza un altro sigillo bruniano della triade ermetica chiamato Intelletto.
Torniamo al nostro schema e trasferiamolo in un concetto spaziale immaginando di avere una sfera (che equivale al cerchio primigenio dello schema piano) e di riempirla con le sferette (derivanti sempre da quelle dello schema piano) in mutuo contatto tra loro. Si noterà che ce ne vorranno in totale tredici per occupare la primigenia o limite del sistema.
Se tali sfere fossero elastiche, si osserverebbe che la sfera centrale (tredicesima sfera) sarebbe in mutuo contatto con le altre dodici. Immaginando di collegare questi dodici punti di contatto, ne scaturirebbe la forma del dodecaedro romboidale.
Tutti i riferimenti archetipici fin qui individuati, a nostro avviso, sono strettamente collegati con lo studio della geometria attraverso la sua esecuzione nelle modalità antiche, quindi tramite il disegno a riga e compasso (fino ad arrivare al solo compasso) senza misura. In questo modo, infatti, emergono contenuti che sono sottintesi, come una sorta di filigrana che diventa visibile attraverso il disegno.
Articolo elaborato in base agli studi di Lorena Marconi e Michele Petracca
Se hai trovato interessante questo contenuto, puoi visitare il nostro canale You Tube per brevi video esplicativi.







